

Stefano Roccamo apre la prima Stefino in Via Galliera nel 1998, ispirato dagli studi in psicologia e dal desiderio di ricreare il gelato dei ricordi d'infanzia — un percorso iniziato già nel 1993. Dal 2021 l'unica sede bolognese è in Bolognina, quartiere dove Roccamo ha trovato affinità dopo aver aperto anche una sede a Roma, in Piazza Alessandria.
Tutte le lavorazioni usano esclusivamente materie prime da agricoltura biologica certificata — Stefino è l'unico gelato certificato biologico di Bologna, con una filiera costruita nel tempo con realtà agricole locali e prodotti del commercio equo. Il locale è stato citato dal New York Times e dal Guardian, e vanta i Tre Coni del Gambero Rosso.
Con due sedi attive — Bologna e Roma — sotto la stessa filosofia biologica ma senza una fonte che confermi la produzione indipendente in ciascuna, applichiamo un tetto prudente.
Bologna è «la Dotta, la Grassa»: la città della pasta fresca all'uovo, del Parmigiano Reggiano e dell'aceto balsamico, dove il rispetto per la materia prima è un'ossessione collettiva prima ancora che una moda gastronomica. Il gelato qui arriva più tardi che a Roma o in Sicilia — ma proprio per questo è diventato un laboratorio di sperimentazione: gelato al Gorgonzola, al wasabi, gelateria biologica certificata prima che il biologico fosse un'etichetta di marketing. In un paese con circa 39.000 gelaterie e quasi 5 miliardi di euro di giro d'affari (Centro Studi FIPE-Confcommercio, 2025), Bologna è dove il gelato smette di essere solo dolce.








| Indirizzo | Via Domenico Zampieri 4/2C, 40129 Bologna BO (Bolognina) |
| Altra sede | Piazza Alessandria, Roma |
| Web | stefino.it |
| 4,5 · 1.126 recensioni (verificato 3 agosto 2026) |
Il punteggio arriverebbe a 3 palline, ma dalla regola v1.8 la terza pallina è formulazione propria dimostrata: è la dimensione che pesa di più (35 su 100) e nessun gelatiere formato usa basi industriali. Serve il Certificato di Formulazione FormulaMaps verificato con esito «produzione propria accreditata» — gratuito, senza rivelare ricette — oppure un'eccezione documentale approvata dal Fondatore con motivazione pubblica. Un esito «parziale» (si appoggia a semilavorati) resta a 2. Le recensioni sono di Google; noi misuriamo il mestiere.
Scala pubblica v1.8 (fasce volutamente disuguali): 15-29 → 1 pallina · 30-64 → 2 palline · 65-100 → 3 palline. Senza Certificato di Formulazione il massimo è 65: la terza pallina è, per costruzione, formulazione propria dimostrata. I tetti per categoria e modello di produzione possono abbassare le palline, mai alzarle.
Dalla Rubrica Pubblica v1.8 la terza pallina è formulazione propria dimostrata: la decide il tuo ricettario, non la tua valutazione su Google. La formulazione pesa 35 su 100 (Google — valutazione + recensioni — solo 25). Serve una di queste due cose — e nessuna delle due si paga: accreditarsi è gratis e pagare non altera mai palline, punteggio né classifica.
La documentazione classica da sola (laboratorio, fatture, ricettario) continua ad aumentare il punteggio artigianale (25 su 100) e a togliere il tetto delle catene premium, ma da sola non arriva alla fascia 65-100. Il certificato entra nella rubrica pubblica, che decide: con esito accreditato apre la terza pallina; con esito parziale, no. Accreditarsi è gratis. Il Profilo Premium non cambia palline, punteggio né classifica. Le recensioni sono di Google; noi misuriamo il mestiere. Come si arriva a 3 palline.
Rivendica la tua scheda gratuitamente: potrai aggiornare foto, orari e gusti, e ricevere le statistiche delle visite. La rivendicazione non modifica mai le palline: quelle si guadagnano nel laboratorio, non si comprano.
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