

Fondata dai fratelli Pasquale e Giuseppe Alongi con Paola Nesci, cresciuti a Merano da padre siciliano e madre tedesca. Il primo locale aprì in Via Acaia, in una zona popolare lontana dal centro. L'anno esatto di fondazione non è risolto: le fonti secondarie oscillano fra il 1992 e il 1993 e non abbiamo trovato una fonte primaria che decida — la casa non ha un sito ufficiale attivo verificabile.
La notorietà internazionale arriva da un libro: in Eat, Pray, Love di Elizabeth Gilbert un autista romano indica San Crispino come il miglior gelato di Roma. Da allora arrivano lettori con la copia da far firmare.
Il gusto fondativo è la crema «San Crispino», a base di latte, uova e zucchero, coperta di miele. La filosofia dichiarata è senza coloranti, senza conservanti e senza basi pronte.
Dissapore ha inserito San Crispino nella propria classifica delle gelaterie più sopravvalutate d'Italia e attribuisce all'espansione su più punti vendita «un crollo della qualità del gelato». A questo si aggiunge un problema di trasparenza che riguarda la casa stessa: non siamo riusciti a trovare un sito ufficiale attivo, e un dominio molto simile al suo ospita contenuti pubblicitari senza alcun rapporto con la gelateria. La clientela descritta dalle fonti è in larga parte turistica, attratta dal libro più che dalla reputazione fra i romani.
Fonte: DissaporeRoma non ha una tradizione gelatiera antica come la Sicilia o il Cadore: è il banco di prova dove tutte le scuole d'Italia si misurano. In un paese con circa 39.000 attività e un giro d'affari vicino ai 5 miliardi di euro (Centro Studi FIPE-Confcommercio, 2025), la capitale è il posto dove una bottega si gioca la reputazione ogni giorno, davanti a romani che il gelato lo conoscono da sempre.








| Indirizzo | Via della Panetteria 42, 00187 Roma (Trevi) |
| Telefono | +39 06 6793924 |
| Web | nessun sito ufficiale attivo verificato |
| 4,3 · 2.047 recensioni (verificato 2 agosto 2026) |
Il punteggio arriverebbe a 3 palline, ma dalla regola v1.8 la terza pallina è formulazione propria dimostrata: è la dimensione che pesa di più (35 su 100) e nessun gelatiere formato usa basi industriali. Serve il Certificato di Formulazione FormulaMaps verificato con esito «produzione propria accreditata» — gratuito, senza rivelare ricette — oppure un'eccezione documentale approvata dal Fondatore con motivazione pubblica. Un esito «parziale» (si appoggia a semilavorati) resta a 2. Le recensioni sono di Google; noi misuriamo il mestiere.
Scala pubblica v1.8 (fasce volutamente disuguali): 15-29 → 1 pallina · 30-64 → 2 palline · 65-100 → 3 palline. Senza Certificato di Formulazione il massimo è 65: la terza pallina è, per costruzione, formulazione propria dimostrata. I tetti per categoria e modello di produzione possono abbassare le palline, mai alzarle.
Dalla Rubrica Pubblica v1.8 la terza pallina è formulazione propria dimostrata: la decide il tuo ricettario, non la tua valutazione su Google. La formulazione pesa 35 su 100 (Google — valutazione + recensioni — solo 25). Serve una di queste due cose — e nessuna delle due si paga: accreditarsi è gratis e pagare non altera mai palline, punteggio né classifica.
La documentazione classica da sola (laboratorio, fatture, ricettario) continua ad aumentare il punteggio artigianale (25 su 100) e a togliere il tetto delle catene premium, ma da sola non arriva alla fascia 65-100. Il certificato entra nella rubrica pubblica, che decide: con esito accreditato apre la terza pallina; con esito parziale, no. Accreditarsi è gratis. Il Profilo Premium non cambia palline, punteggio né classifica. Le recensioni sono di Google; noi misuriamo il mestiere. Come si arriva a 3 palline.
Rivendica la tua scheda gratuitamente: potrai aggiornare foto, orari e gusti, e ricevere le statistiche delle visite. La rivendicazione non modifica mai le palline: quelle si guadagnano nel laboratorio, non si comprano.
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